Oltre il sintomo: un approccio integrato e multidisciplinare al mal di testa

Il mal di testa non è semplicemente un fastidio passeggero, ma una condizione che colpisce circa il 47% della popolazione, manifestandosi in forme che vanno dall'occasionale al cronico.
Sebbene le prime testimonianze scritte risalgano addirittura alle tavolette sumeriche e ai papiri egizi, la natura della cefalea è profondamente cambiata nel tempo, influenzata oggi da nuovi fattori come il multitasking, l’inquinamento ambientale e l’esposizione costante alla luce blu dei dispositivi digitali.
Comprendere le differenze: Cefalea, Emicrania e Sinusite.
Per affrontare correttamente il problema, è essenziale distinguere le diverse tipologie di dolore:
  • L’Emicrania: definita la “regina delle cefalee”, è spesso pulsante, invalidante e può colpire uno o entrambi i lati della testa.
  • Si accompagna frequentemente a nausea e ipersensibilità a luci e suoni, costringendo chi ne soffre a cercare rifugio nel buio.
  • Curiosamente, alcuni studi suggeriscono che colpisca spesso persone con un quoziente intellettivo alto e una mente molto plastica.
  • Cefalea Tensiva e Cervicale: spesso legata alla rigidità del collo, questa forma è frequentemente connessa al bisogno di controllo e alla difficoltà nel gestire lo stress quotidiano.
  • Sinusite: di origine neurologica ma legata ai seni paranasali, provoca un dolore pulsante che peggiora portando la testa verso il basso. Secondo la visione ayurvedica, può anche essere legata a una “tristezza ristagnante”
L’importanza della diagnosi e il ruolo degli ormoni
Un errore comune è bypassare la visita neurologica per eseguire direttamente una risonanza magnetica. La visita clinica permette invece di valutare l’integrità dei sistemi sensoriali e motori attraverso strumenti come il martelletto e il diapason
Un ruolo cruciale è giocato dagli ormoni. La prolattina, definita ormone dello stress, può essere elevata in chi soffre di cefalea cronica, influenzando anche la libido e il ciclo mestruale. Molte donne sperimentano la cefalea catameniale, legata alle fluttuazioni del progesterone e all’infiammazione pre-mestruale. In questi casi, rimedi naturali come l’agnocasto possono offrire un valido supporto
La visione dell’Ayurveda: Vata, Pitta e Kapha
L’integrazione con la medicina tradizionale indiana (Ayurveda) permette un approccio personalizzato basato sulla costituzione individuale:
  • Vata: Mal di testa fluttuanti, irregolari, spesso legati a paura o ansia
  • Pitta: Caratterizzati da calore intenso (sensazione di fuoco), migliorano con rimedi rinfrescanti
  • Kapha: Sensazione di pesantezza, simile a un “macigno in testa”, spesso associati a muco e sinusite
Tra i trattamenti più efficaci spicca lo Shirodhara, una colata di olio caldo (o altri liquidi come latte o decotti) sulla fronte, utile per sciogliere tensioni profonde e agire sul sistema nervoso e sul microbiota intestinale attraverso il nervo vago.
Alimentazione e stile di vita: consigli pratici
Il cibo gioca un ruolo fondamentale. Alcuni alimenti possono causare il rilascio di istamina, peggiorando la vasodilatazione e il dolore. È consigliabile:
  1. Curare la cena: pasti leggeri facilitano la digestione e riducono l’insorgenza di attacchi notturni o mattutini.
  2. Utilizzare il calore: per le cefalee tensive o cervicali, un “rimedio della nonna” efficace è il sale grosso scaldato in padella e applicato in un impacco sulla zona dolorante.
  3. Integrazione mirata: Il magnesio (particolarmente il pidolato o il bisglicinato) può essere utile, ma va personalizzato poiché in alcuni casi potrebbe risultare troppo riscaldante. Anche il Kuzu e le alghe sono ottimi alleati nella prevenzione.
  4. Respirazione: pratiche di Pranayama (respirazione a narici alternate) aiutano a equilibrare gli emisferi cerebrali e migliorare l’ossigenazione.
Il messaggio del dolore
Spesso il mal di testa compare proprio quando ci rilassiamo, come nella “cefalea da weekend” o “del manager”: quando l’adrenalina cala, il corpo invia un segnale per chiederci di rallentare. Comprendere che il dolore è un “sintomo intelligente” è il primo passo per un percorso di guarigione che non si limiti a “mettere una pezza” con i farmaci, ma che punti a un reset profondo delle proprie abitudini e del proprio equilibrio interiore.

Questo articolo è tratto dal webinar gratuito tenuto dalla dott.ssa Stefania Piloni e dalla dott.ssa Dacia Dalla Libera dal titolo “Il mal di testa: un approccio integrato” che trovate su YouTube a questo link.

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