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Il digiuno

Dal

12/07/2021

Al

18/07/2022

A grande richiesta, il seminario interamente dedicato alla pratica del digiuno.

Responsabile scientifico: dott. Franco Berrino, medico ed epidemiologo

 

Tutti i popoli del mondo, tutte le grandi tradizioni spirituali, hanno promosso pratiche di digiuno, per ragioni religiose, devozionali, salutistiche, disintossicanti, e per aumentare l’acume intellettuale. Anche la medicina, prima del trionfo dei farmaci per ogni disturbo, ha utilizzato il digiuno come terapia.

Il nostro organismo è progettato per sopportare tempi anche lunghi di digiuno, che sono stati spesso necessari, nella storia dell’umanità, per superare periodi di mancanza di cibo mantenendo una mente vigile per procurarselo.
Le nostre cellule vivono normalmente bruciando glucosio per produrre l’energia necessaria alle loro funzioni. A riposo l’organo che consuma più glucosio è il cervello. Nei primi due giorni di digiuno l’organismo consuma tutte le sue riserve di glucosio, poi comincia a consumare i suoi grassi. In questa fase si producono corpi chetonici, sostanze simili all’acetone che costituiscono un ottimo nutrimento per le cellule nervose e un discreto nutrimento per cuore e muscoli. Non viene a mancare quindi l’energia necessaria a mantenere viva la nostra mente, anche per consentirle di trovare cibo.

Praticando il digiuno si attiva un programma di sopravvivenza delle cellule, detto autofagia, letteralmente ‘mangiare se stessi’, per cui le cellule sopravvivono consumando tutto quello che al loro interno non è indispensabile per la sopravvivenza: organelli intracellulari mal funzionanti o non essenziali e depositi di proteine mutate e altro materiale di scarto che ostacola il buon funzionamento delle cellule. Si ipotizza che l’autofagia protegga dalle malattie neurodegenerative, come la demenza di Alzheimer o il morbo di Parkinson, caratterizzate da depositi di proteine anomale nel sistema nervoso. Nel digiuno, inoltre, le cellule, per risparmiare energia, rallentano la proliferazione cellulare, ostacolando la crescita di eventuali cellule tumorali.
Studi clinici hanno dimostrato che è utile praticare brevi digiuni, come saltare la cena o trascorrere un intero giorno senza mangiare, e saltuariamente si possono fare digiuni più prolungati, di una settimana o due, astenendosi da tutti i cibi calorici, ma bevendo abbondantemente acqua, tè, tisane. Dopo i primi giorni, che possono essere difficili, si sperimenterà un gradevole senso di leggerezza. L’agopuntura su alcuni punti chiave aiuta a superare eventuali malesseri dei primi giorni. Quando si riprende a mangiare dopo lunghi periodi di digiuno è bene iniziare con solo brodi di verdure senza sale nelle prime 24 ore, e con piccole porzioni di cibi molto delicati nel secondo giorno.

Nella settimana di digiuno alla Mausolea saranno sempre disponibili tè (bancha o kukicha), tisane biodinamiche, ad esempio di malva e di ortica, e acqua della fonte dell’eremo di Camaldoli. L’ultimo giorno verranno serviti brodi di verdura.
I partecipanti inizieranno la giornata con una pratica di yoga meditativo, con esercizi di respirazione, e con una condivisione dell’esperienza. Seguirà, nelle ore più calde una passeggiata nella via della preghiera, o lungo il fiume, e, verso sera, al piccolo eremo delle suore camaldolesi di Contra o in facili percorsi delle foreste casentinesi. Il pomeriggio sarà di relax o dedicato a letture, conferenze, cinema. Alla sera, per chi lo desidera, meditazione al suono di campane tibetane o canti corali di mantra.

Sarà sempre presente un medico per monitorare la pressione arteriosa e la glicemia, per intervenire con eventuali rimedi per chi incontrasse difficoltà ad adattarsi e per essere di supporto in caso di altre necessità.

 

 

“Siamo appesantiti. Nel corpo, nel girovita, nelle spalle, nei pensieri, nel vivere; dalla sofferenza, dalla noia, dalla mancanza di fiducia, di prospettive, dalla solitudine, dal non vedere il senso della vita. La pancia gonfia, le ginocchia che fanno male, la periartrite, la cacca che non facciamo da tre giorni, la sciatica, il pensiero dei genitori anziani, la mamma che non c’è più con la testa, la badante che va in vacanza, il figlio che non studia, le bollette da pagare, il dubbio se conviene di più TIM o Vodafone. Più che il disagio fisico, la pesantezza e i dolori del corpo, il troppo lavoro – oltre ai figli, al marito, ai genitori, ai suoceri – quello che appesantisce sono la fatica mentale, morale, il piombo delle preoccupazioni, dell’insoddisfazione. Magari, se mi ammalassi, potrei occuparmi finalmente di me.

La soluzione? Il digiuno.

Il digiuno dagli alimenti pesanti, dai pensieri pesanti, dai veleni emozionali, dalle abitudini di vita sedentaria.”

 (La Via della Leggerezza, 2019)

 

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